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  • Danieli

Estate e creme solari: come difendersi da fake news e raggi UV?

Aggiornato il: 5 lug 2019



Mare o montagna? L’importante è tornare abbronzati, con prudenza però, perché ormai lo sappiamo, dal sole bisogna proteggersi.


Ma come?


Ogni anno una nuova "ricerca" ci suggerisce come difenderci dai raggi UV e tra studi scientifici e mode del momento la confusione regna sovrana.


1. Riattivate la melanina

La melanina è una sostanza che la nostra pelle produce quando ci esponiamo al sole e viene prodotta proprio per proteggersi dal sole. Non serve risvegliarla dal torpore invernale come fosse la Bella Addormentata. Se siete tra quelli convinti che sia meglio fare qualche lampada prima di spiaggiarsi al sole forse non sapete che secondo la Skin Cancer Foundation, utilizzare il lettino abbronzante dalle 10 volte in su aumenta il rischio di melanoma del 34%.

L’abbronzatura, per quanto ci piaccia, è il segno di un danno alla pelle. La melanina è un tentativo della pelle di proteggersi. Si attiva da sé, come la maggior parte delle cose che il nostro corpo sa fare benissimo senza il nostro intervento.


2. Se ha la pelle scura, non serve la protezione

Di che fototipo sei? Se hai la pelle chiara è meglio evitare di esporsi al sole senza protezione, ma se hai la pelle scura… pure.

È un mito comune che chi ha la pelle più scura non abbia bisogno di precauzioni. Proprio perché l’abbronzatura è un danno al codice genetico della pelle, avere una pelle più scura o una pelle che si abbronza facilmente non significa che l’abbronzatura sia innocua perché danneggia comunque la pelle. La melanina extra nei fototipi più scuri offre una certa protezione ma non blocca tutte le radiazioni ultraviolette (UV).


3. Basta proteggersi dai raggi UVB

Esistono due diversi tipi di raggi UV: raggi UVA e UVB ma vi hanno detto che quelli cattivi sono solo i raggi UVB. Certo, i raggi UVB sono associati alle scottature e al cancro alla pelle, ma sono proprio i raggi UVA che portano la comparsa di rughe e la texture irregolare della pelle (photoaging). L’abbronzatura è una delle cause del fotoinvecchiamento e predispone al tumore della pelle.


4. Al sole fai scorta di vitamina D

Per fare scorta di vitamina D non è necessario danneggiare la pelle. Se vi hanno convinto che sviluppare un melanoma o provocare un invecchiamento precoce della pelle sia il prezzo da pagare per avere ossa forti, vi sveliamo un segreto: sono sufficienti un’adeguata esposizione alla luce diurna, una dieta alimentare appropriata e se vi è stata diagnostica una carenza (dal vostro medico, non dalle riviste femminili) eventualmente integratori di vitamina D.

Ma allora, esiste la “sana” abbronzatura? No. Come abbiamo già detto, l’abbronzatura di per sé è un danno alla pelle. La buona notizia è che se proprio vi sentite più attraenti con la pelle nera, non serve esporsi al rischio di cancro. Proteggere la pelle è semplice, il problema è che c’è ancora qualcuno convinto che applicando la protezione solare non ci si abbronzi.

L’American Academy of Dermatology raccomanda di applicare prodotti con un fattore di protezione solare minimo (SPF) di 30 ogni giorno (sì, ogni giorno, anche se restate in città). Poiché nessuno utilizza la quantità giusta sarebbe addirittura meglio usare un SPF 50 ogni applicandolo ogni una o due ore quando si sta all’aperto.

E di riapplicarla immediatamente se ci si bagna. Questo perché non esiste una protezione solare “impermeabile”. Esiste solo una protezione solare resistente all’acqua che deve comunque essere riapplicata ogni volta che la pelle viene bagnata.


5 . Ma allora i coralli?

Infine, se siete tra quelli che temono i filtri chimici perché “uccidono i coralli, chissà cosa succede a me”, intanto vi ricordiamo che se state leggendo questo articolo probabilmente non siete coralli e che potete scegliere di non nuocere all’ambiente (chapeau) proteggendovi comunque senza demonizzare i filtri chimici. I filtri “fisici” ai coralli fanno lo stesso effetto.


Per difenderci dalle fake news (non solo d’estate) l’unica guida è il buon senso, spirito critico e soprattutto più fonti scientifiche e meno opinioni del guru di turno.

Per garantire la massima protezione della pelle, invece, le raccomandazioni sempre valide sono meno sensazionalistiche ma più efficaci:

  • indossare indumenti che proteggano dal sole;

  • cercare l’ombra tra le 10 e le 14, quando la radiazione ultravioletta proveniente dal sole è più intensa;

  • indossare un cappello a tesa larga e occhiali da sole.

Se il cappello a tesa larga non vi dona e se volete proteggere anche i vostri amici, noi vi consigliamo di ripararvi all’ombra di uno dei nostri ombrelloni da sole: inclinabili, sicuri, colorati e soprattutto c’è più spazio che sotto un cappello!


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